Lijoi, il bostoniano che vuole trasmettere passione per la statistica
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Lijoi, il bostoniano che vuole trasmettere passione per la statistica

NATO NEGLI STATI UNITI E CRESCIUTO IN CALABRIA, IL NUOVO PROFESSORE DI PROBABILITA' E' STATO ALLIEVO DI REGAZZINI E CIFARELLI ALLA BOCCONI ED E' ATTENTO ALLE RICADUTE DI RICERCA APPLICATA DELLA SUA DISCIPLINA

L’ultima volta che Antonio Lijoi ha varcato la soglia della Bocconi era un dottorando, nel 1999. Vi è tornato di recente per ricoprire il ruolo di professore ordinario di probabilità e statistica matematica presso il Dipartimento di scienze delle decisioni. “Ho ritrovato un’università molto diversa, decisamente proiettata verso l’internazionalizzazione e la ricerca di frontiera. Rispetto alla mia precedente esperienza accademica, ad esempio, mi ha entusiasmato il processo di reclutamento nell’ambito del job market internazionale. È un modello di crescita virtuoso, che incentiva a fare buona ricerca”.
 
Lijoi arriva in Bocconi dall’Università di Pavia, attratto dal programma di sviluppo dell’area di data science. “È un progetto ambizioso, che può fare di Bocconi una delle istituzioni all’avanguardia in questo campo. È stato lanciato da poco il Bocconi Institute of Data Science and Analytics, che promuoverà anche una Visiting students initiative. Fare ricerca non significa solo starsene chiusi in uno studio a risolvere problemi interessanti, ma anche condividere i risultati con i giovani e trasmettere loro entusiasmo per la disciplina”.
 
Lijoi nasce negli Stati Uniti da genitori calabresi, che a metà degli anni ‘70 decidono di rientrare in Italia. “Mi trasferii da Boston in un paese di 3.000 abitanti sulla costa ionica della Calabria. Nonostante il legame forte che avevo maturato con la mia nuova ‘casa’, durante il liceo decisi che avrei frequentato un’università lontana da lì, perché volevo tornare a vivere in una grande città”.
 
Interessato alle discipline quantitative, Lijoi sceglie il corso in Discipline economiche e sociali dopo averne letto su un inserto del Corriere della Sera dedicato all’università. In Bocconi conosce Eugenio Regazzini e Michele Cifarelli e la loro attività di ricerca. “Devo loro molto. Hanno avviato in Italia la tradizione della statistica bayesiana non parametrica, che gode di grande reputazione a livello internazionale”.
 
Proprio la statistica bayesiana non parametrica è l’attuale area di ricerca principale di Lijoi. “È piacevole scoprire che questioni di carattere teorico hanno ricadute significative in problemi di ricerca applicata. L’approccio bayesiano non parametrico si è rivelato efficace in svariati ambiti, dalla previsione in esperimenti di sequenziamento genomico all’analisi di dati sulla sopravvivenza, dagli studi clinici sull’efficacia dei farmaci al machine learning, per citarne alcuni. Lavorerò anche per far apprezzare agli studenti il ruolo fondamentale che la statistica ha in una società che ormai può contare su una ricchezza e varietà di dati senza precedenti”.

di Claudio Todesco

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