Pereira Pundrich, l'ingegnere che analizza il linguaggio delle comunicazioni aziendali
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Pereira Pundrich, l'ingegnere che analizza il linguaggio delle comunicazioni aziendali

L'ASSISTANT PROFESSOR DI ACCOUNTING, CON UN PASSATO NELLA BUSINESS INTELLIGENCE, STUDIA LE INFORMAZIONI NON FINANZIARIE CHE INCIDONO SULLE DECISIONI DEGLI INVESTITORI

In un’era di economia basata sui dati, Ingegneria informatica può essere un background adatto a fare ricerca di Amministrazione e finanza. O, almeno, lo è stato per Gabriel Pereira Pundrich, un ingegnere che oggi si occupa di fusioni e acquisizioni, corporate governance, big data. Nato in Brasile da genitori tedeschi e italiani, ha iniziato la carriera lavorando nel paese sudamericano allo sviluppo di soluzioni per il settore bancario e in seguito come consulente presso una società italiana operante nel settore della business intelligence. “Trovavo stimolante l’idea che un ingegnere potesse progettare soluzioni a problemi che impattano sulla vita quotidiana delle persone. Ho cominciato a vedere l’ingegneria come uno strumento in grado di contribuire alla comprensione del mondo degli affari”. Pundrich ha perciò rifiutato alcune offerte di dottorato in Ingegneria per imboccare la strada del PhD in Accounting presso la University of Technology di Sydney, Australia. “Una transizione rischiosa, di cui non mi sono pentito”. Oggi Pundrich è assistant professor al Dipartimento di accounting. Nel corso del prossimo anno accademico si occuperà del nuovo insegnamento “Big data for business decisions”.
 
Acquisizioni pericolose
Nel 2016 Pundrich ha ricevuto dalla Bocconi uno Young Researcher Grant per i lavori intrapresi su fusioni e acquisizioni. “Più del 50% delle acquisizioni fallisce”, spiega. “WhatsApp è stata venduta a Facebook per 21,8 miliardi di dollari: quali sono i rendimenti che l’azienda può assicurare agli investitori? Microsoft ha acquisito Nokia per 7,9 miliardi di dollari: negli anni successivi, si è assistito a una perdita di valore pari al 96% di quella cifra. Sono tutti casi di grandi inefficienze”. Come ricercatore dell’area di contabilità finanziaria, Pundrich mira a trovare modi per ridurre il rischio degli investitori, per aumentare la fiducia fra manager e investitori, per proporre, laddove necessario, la divulgazione di nuove informazioni. Nel paper Recognizing intangibles following a business combination, Pundrich e Miles Gietzmann analizzano i modi in cui gli asset intangibili sono definiti e valutati. “La maggior parte degli asset che spiegano la quantità di denaro investito nelle acquisizioni succitate sono asset immateriali. È il caso del marchio di fabbrica, delle relazioni con i clienti, della tecnologia. Secondo i risultati preliminari, meno si sa circa l’azienda oggetto di acquisizione e meno i manager sono in grado di riconoscere gli asset immateriali, che vengono quindi allocati alla voce ‘avviamento’. Forse i manager non sanno fino in fondo cosa stanno comprando”.
 
Oltre i bilanci
Pundrich attribuisce al suo background ingegneristico l’idea di utilizzare dati non strutturati che sono pubblici, ma non disponibili in commercio. “Aprire il sito di un data provider e scaricare un set di dati sarebbe molto più semplice, ma facendolo otterrei le informazioni che chiunque altro possiede”. Attualmente, Pundrich è impegnato con Miles Gietzmann e Francesco Grossetti in un’analisi testuale dei documenti firmati dai manager prima del fallimento. “Oggi abbiamo a disposizione un flusso ininterrotto di informazioni sulle aziende che forniscono la possibilità di valutarle in tempo reale. Così, nella prima parte del progetto, usiamo tecniche di elaborazione del linguaggio naturale per analizzare le informazioni che i manager rendono pubbliche volontariamente prima di un fallimento. Ci chiediamo: stanno lanciando un messaggio agli investitori oltre modo positivo, neutro o negativo?”. La seconda parte del progetto è dedicata all’analisi delle informazioni contenute in comunicati stampa, notizie, social media. I ricercatori confronteranno ciò che l’azienda dice di se stessa con quello che il mercato dice dell’azienda. “Nella maggior parte delle ricerche attuali, il testo viene analizzato contando il numero di parole contenute. È una tecnica utile, ma non permette di prendere in considerazione le doppie negazioni o l’ordine delle parole. Stiamo utilizzando strumenti più sofisticati che ci consentono di individuare il punto di un documento in cui è contenuta un’informazione negativa: si trova all’inizio o è nascosta alla fine del testo? Il bilancio non è più l’unica fonte di informazioni rilevanti”.
 
Estrarre oro e dati
Non è la prima volta che Pundrich si dedica alla ricerca di informazioni non finanziarie. Durante la permanenza a Sydney, si è occupato di imprese minerarie. In Does industry specialist assurance of non-financial information matter to investors? (con Andrew Ferguson, 2015) ha esaminato le reazioni del mercato ai servizi di assurance non finanziari. In quel contesto, la divulgazione e la certificazione delle informazioni non finanziarie, come ad esempio la quantità di oro trovata da una società, sono obbligatorie per legge. La certificazione è fatta da un geologo, la cui figura ricorda quella del revisore dei conti. “Ho raccolto il nome dei geologi che firmano i rapporti e ho misurato la loro reputazione. Ho poi confrontato la reazione del mercato alle certificazioni di medesime quantità di oro fornite da geologi con alta e con bassa reputazione. Ho scoperto che questo tipo di garanzia conta poco in un ambiente a basso tasso di litigiosità come l’industria mineraria australiana, ma comunque conta. È solo un esempio delle tante informazioni non finanziarie che non sono soggette a revisione contabile e non sono presenti nei bilanci, eppure orientano le decisioni degli investitori. Il modo in cui le informazioni sono diffuse sul mercato in tempo reale sta cambiando l’accounting”.

di Claudio Todesco

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