Modificare il modello per rispondere ai cittadini
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Modificare il modello per rispondere ai cittadini

UN'ANALISI DETTAGLIATA DI CHE COS'E' IL POPULISMO DAL 2002 A OGGI IN DUE ARTICOLI DI MASSIMO MORELLI

In due articoli con Luigi Guiso, Helios Herrera e Tommaso Sonno (Populism: Demand and Supply e Global Crisis and Populism: the Role of Eurozone Institutions), Massimo Morelli ha fornito una descrizione dettagliata del fenomeno del populismo in Europa, usando dati reali e di survey dal 2002 a oggi. Crisi industriali, finanziarie e istituzionali hanno provocato astensione e sfiducia, seguite da un balzo in avanti del sostegno ai partiti populisti. Alle paure individuali e all’insicurezza economica di lavoratori esposti a globalizzazione e immigrazione si è aggiunta la consapevolezza diffusa del malfunzionamento del sistema democratico liberale a livello nazionale. «Delle due l’una», dice Morelli. «O si rafforza la democrazia spostando politica e partecipazione democratica verso l’Europa o i governi devono riavere in mano le leve della politica economica. Se per esempio ci fosse una forma di sussidio europeo alla disoccupazione, il cittadino sentirebbe una maggiore vicinanza alle istituzioni sovranazionali anche in termini politici».

La democrazia, molto più dell’euro, è a rischio se ai populismi si risponde con disprezzo o discredito, afferma Morelli. La domanda di protezione è legittima e una risposta economica è necessaria. Nel secondo dei due articoli citati, in particolare, si mostra che globalizzazione e crisi finanziaria hanno colpito soprattutto i paesi dell’eurozona a causa della percezione che politiche anticicliche siano impossibili e della tendenza alla rilocalizzazione di imprese multinazionali e nazionali dalla zona euro verso paesi sì europei, ma fuori dall’eurozona. La democrazia futura, conclude Morelli, sarà diversa anche per altre ragioni. Forme di democrazia diretta, come quelle sperimentate in Svizzera, potranno allontanare le derive populiste, mentre la tecnologia offrirà nuove forme di partecipazione.
«Il modello della democrazia liberale, dove il mercato è libero di operare e lo stato redistribuisce, va modificato. La democrazia futura dovrà rispondere alle domande dei cittadini in modo nuovo, senza contare solo sulla redistribuzione ex post, ma mettendo in campo protezioni ex ante per controbilanciare disuguaglianza e povertà».

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di Claudio Todesco
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