La democrazia a due  livelli di imprese e startup innovative
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La democrazia a due livelli di imprese e startup innovative

ANCHE LE AZIENDE, SOPRATTUTTO LE MODERNE STARTUP, HANNO NELLA PROPRIA GOVERNANCE ESEMPI DI PLURALISMO E DEMOCRAZIA, SPIEGA UN ARTICOLO DI ANNA GRANDORI

I concetti di democrazia e impresa sono più vicini di quanto si pensi. La governance delle startup, per esempio, deve incentivare investimenti di conoscenza e associare capitale umano ed è perciò più pluralistica e rappresentativa rispetto a quella dell’impresa industriale novecentesca. Qualcosa di simile avviene all’interno dei sistemi di organizzazione dell’innovazione nelle imprese consolidate dove si registrano fenomeni di democratizzazione dei diritti decisionali. Tuttavia, «se è vero che caratteristiche di innovazione favoriscono una governance più democratica, vi è anche un livello più generale, istituzionale, che lega l’impresa al concetto di democrazia», spiega Anna Grandori, professoressa di organizzazione aziendale in Bocconi. La distinzione fra i livelli organizzativo e istituzionale è al centro di una delle sue recenti pubblicazioni sul tema, l’articolo Democratic governance and the firm, 2017. «Tutte le società che operano nel contesto di un ordinamento democratico sono democrazie nel senso che il meccanismo fondamentale per la condivisione dei diritti decisionali è rappresentativo delle constituencies, sia esso semplice (una testa un voto) o pesato (proporzionale all’investimento)».

L’articolo di Anna Grandori contiene anche i risultati di uno studio compiuto su un campione estratto dalle prime 500 imprese italiane sugli effetti di quattro tipi di pratiche organizzative sulla performance: mercatistiche, burocratiche, comunitarie e democratiche, queste ultime comprensive sia di pratiche istituzionali come la diffusione di diritti di proprietà e di rappresentanza, sia organizzative come la discrezionalità delle unità e i diritti di autodeterminazione dei compiti degli individui. Risulta che a far la differenza, oltre a un più comunemente riconosciuto ruolo di pratiche di tipo mercatistico (come gli incentivi legati alla performance), è proprio la presenza di pratiche democratiche. Dunque, commenta l’autrice, «il contributo potenziale della democratizzazione delle organizzazioni economiche, anche solo in termini di performance, al di là di ulteriori considerazioni etiche, può essere significativo anche al di fuori di contesti ad alta intensità di conoscenza e di nuove imprese: nelle imprese normali, a ben cercarlo, esiste, ma raramente viene visto e riconosciuto». 

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di Claudio Todesco
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