L'anonimato visto in un esperimento

L'anonimato visto in un esperimento

UN'INDAGINE CONDOTTA DA CILLO, CASELLI, MASCIANDARO E RABITTI HA VERIFICATO COME GLI STRUMENTI DI PAGAMENTO ANONIMO SIANO PREFERITI A QUELLI NON ANONIMI

La letteratura sugli strumenti di pagamento si è concentrata su due caratteristiche standard: il rischio di liquidità, cioè il rischio che lo strumento di pagamento non compia il suo lavoro o lo faccia male, e il costo-opportunità, colto dal rendimento atteso. Poco si sa su una terza caratteristica che è invece tipica del tradizionale contante e delle nuove monete criptate: l’anonimato. Per indagarne il valore, Emanuele Borgonovo, Stefano Caselli, Alessandra Cillo, Donato Masciandaro e il dottorando Giovanni Rabitti hanno condotto un esperimento. In giugno, 80 studenti universitari sono stati chiamati a compiere una serie di scelte che contrapponevano strumenti di pagamento caratterizzati da diverse combinazioni di rischio, rendimento e anonimato.

Quale incentivo a compiere scelte reali, alla fine dell’esperimento una parte dei partecipanti ha ricevuto una ricompensa che concretava una delle scelte compiute. I ricercatori hanno poi analizzato i risultati per carpire le preferenze dei partecipanti. «A parità di altre condizioni, gli strumenti di pagamento anonimi sono di gran lunga preferiti a quelli non anonimi», spiega Alessandra Cillo. «Quando due strumenti di pagamento si differenziano anche per il rischio di liquidità e il rendimento, l’anonimato assume minore importanza rispetto a queste altre due caratteristiche, ma rimane sorprendentemente rilevante. Inoltre, l’attitudine al rischio non sembra influire sulla preferenza per l’anonimato». Gli autori si sono poi chiesti quale rapporto fra rendimento e rischio renda gli strumenti di pagamento anonimi interessanti, scoprendo che, quando tale rapporto è inferiore a 2, le persone allocano solo il 20% del proprio budget nella moneta anonima e rischiosa. Affinché metà degli strumenti di pagamento delle persone sia composta da nuove monete, il rendimento deve essere 5 volte superiore al rischio. Quindi, le nuove monete criptate garantiscono l’anonimato, ma possono esser considerate interessanti solo se i guadagni attesi sono di gran lunga superiori ai rischi sopportati.

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di Claudio Todesco

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