Come ti rendo innocui i non performing loan
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Come ti rendo innocui i non performing loan

L'IMPORTANZA DELL'EFFICIENTAMENTO DEL PROCESSO DI RECUPERO IN UNO STUDIO DI ANDREA RESTI

Secondo i dati dell’Eba, tra il dicembre 2014 e il settembre 2018 la percentuale di crediti deteriorati lordi in carico alle principali banche europee è scesa di quasi 3 punti percentuali, assestandosi sotto il 4%. Vi sono però alcune importanti differenze che rendono alcuni stati membri particolarmente soggetti ai rischi connessi ai non-performing loans (Npl). L’Italia, dove la percentuale è pari al 9,4%, è uno di essi. Andrea Resti ha esaminato il tema per conto della Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo, analizzando rischi e benefici delle ricette in campo. La prima strategia suggerita per aggredire lo stock di Npl è l’efficientamento del processo di recupero. “Spesso le banche non possiedono né le professionalità adeguate, né le infrastrutture informatiche per farlo. Inoltre, va assicurata l’indipendenza del team cui sono affidate le procedure di recupero”. Il secondo strumento è rappresentato dalle vendite di Npl.

Negli ultimi anni sono state consistenti e hanno permesso all’Italia di far calare la percentuale di crediti deteriorati sul totale dal 16,3% al 9,4%.Ma i compratori sono spesso grandi fondi di investimento che avendo obiettivi di rendimento molto alti comprano a prezzo basso. La terza leva è la creazione di una bad bank sostenuta dallo Stato che può permettersi di acquistare i Npl e aspettare una fase economica più favorevole per rivenderli. La quarta leva è costituita dalla introduzione di regimi di svalutazione obbligatoria. “L’idea è imporre alla banca un calendario di svalutazioni crescenti che portino, nel giro di un certo numero di anni, alla completa svalutazione dei crediti. Il processo può però forzare le banche a svalutare posizioni che hanno ancora un valore”.

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