Gli effetti sociali della Spagnola
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Gli effetti sociali della Spagnola

A DISTANZA DI UN SECOLO, I DISCENDENTI DI COLORO CHE HANNO SOFFERTO I PEGGIORI EFFETTI DI UNA GESTIONE INCOMPETENTE DELLA PANDEMIA MOSTRANO ANCORA LIVELLI PIU' BASSI DI FIDUCIA INTERPERSONALE, SECONDO UNA NUOVA RICERCA

Uno studio della Bocconi mostra che una cattiva risposta pubblica a un'epidemia può avere effetti a lungo termine sulla fiducia interpersonale delle persone, che persistono dopo un secolo e alcune generazioni.
 
Arnstein Aassve (ordinario di Demografia), Guido Alfani (ordinario di Storia Economica), l'ex studente Francesco Gandolfi e il ricercatore postdoc Marco Le Moglie osservano che, tra i cittadini americani, quelli i cui antenati europei sono emigrati negli Stati Uniti dopo aver sperimentato la Spagnola nei loro paesi d'origine mostrano livelli di fiducia sociale inferiori rispetto ai discendenti di coloro che sono emigrati prima.
 
La Spagnola del 1918-1919 fu la peggiore epidemia della storia moderna. Nel corso di tre ondate, si stima che abbia causato tra i 50 e i 100 milioni di morti in tutto il mondo. Oltre alle sue conseguenze demografiche negative, questa epidemia ha portato a gravi perturbazioni sociali, in quello che gli autori descrivono come «un caso da manuale di totale fallimento delle istituzioni sanitarie sia nel contenere la diffusione di un'epidemia sia nel fornire cure efficaci». Di conseguenza è emerso un clima di sfiducia generale che, come esposto nello studio, sembra aver influenzato in modo permanente i comportamenti individuali.
 
La fiducia di un individuo è plasmata sia dagli eventi contemporanei sia dalle credenze e dalle norme ereditate dagli antenati. Pertanto la fiducia ereditata può essere stimata dai livelli di fiducia attuale. Utilizzando i dati del General Social Study, gli autori ottengono una stima della fiducia e delle caratteristiche demografiche e attitudinali degli individui negli Stati Uniti tra il 1978 e il 2018.
 
L'indagine fornisce informazioni sul paese di origine dei genitori e dei nonni dell'intervistato. Approfittando delle diverse ondate migratorie, gli autori sono in grado di misurare le differenze di fiducia ereditata da coloro i cui antenati sono immigrati prima e dopo la diffusione della Spagnola. Inoltre, misurano l’effetto della gravità dell'epidemia attraverso i tassi di mortalità nei paesi di origine. 
 
Ne risulta che un aumento della mortalità di 1 decesso per mille determina una diminuzione della fiducia di 1,4 punti percentuali. Inoltre, l'effetto è significativamente più negativo nei Paesi che sono rimasti neutrali durante la seconda guerra mondiale. In questi paesi, un aumento della mortalità da Spagnola di 1 decesso su mille porta a una diminuzione della fiducia di 2,1 punti percentuali. Ciò suggerisce che i cittadini dei Paesi che non hanno subito alcuna censura di guerra sui media hanno potuto valutare meglio la gravità dell’epidemia. Ciò, a sua volta, sembra aver rafforzato l'effetto negativo dell'epidemia sulla fiducia sociale.
 
Questi risultati forniscono utili spunti per l'attuale crisi COVID-19, in un'epoca di media liberi e globali. In particolare, l'incapacità di fornire una risposta coordinata e unitaria all'attuale epidemia potrebbe non solo avere importanti conseguenze economiche e sociali negative a breve termine, ma potrebbe portare a un calo della fiducia sociale per diverse generazioni. Al contrario, «una risposta efficace e forte da parte dei governi potrebbe portare a una maggiore unità e solidarietà», suggerisce Alfani. Pur sottolineando che «questo rimane uno scenario altamente ipotetico», una leadership efficace e la percezione di un obiettivo comune possono aumentare la fiducia sociale in un momento di crisi.
 
Arnstein Aassve, Guido Alfani, Francesco Gandolfi, Marco Le Moglie, Epidemics and Trust: The Case of the Spanish Flu, IGIER Working Paper Series, n. 661.

di Colombe Ladreit
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