L'identikit delle (sorprendentemente deboli) imprese collegate alla mafia
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L'identikit delle (sorprendentemente deboli) imprese collegate alla mafia

UNA NUOVA RICERCA DEGLI STUDIOSI BOCCONI MARRA, MASCIANDARO E PECCHIARI CON BIANCHI (FLORIDA INTERNATIONAL) RIVELA CHE LE IMPRESE COLLEGATE AL CRIMINE ORGANIZZATO HANNO REDDITIVITA' PIU' BASSA, DEBITO PIU' ALTO, MINORE LIQUIDITA' E MAGGIORE PROBABILITA' DI FALLIRE

Più di un'impresa su dieci è collegata al crimine organizzato in Lombardia, secondo un nuovo studio basato su dati di intelligence dell’Agenzia informazioni e Sicurezza Interna (AISI). Contrariamente a quanto si ritiene, tali collegamenti danneggiano i risultati dell'azienda e aumentano del 25,5% la sua probabilità di fallire.
 
Usando un nuovo database dell'AISI, i professori della Bocconi Antonio Marra, Donato Masciandaro e Nicola Pecchiari, in un articolo scritto insieme a Pietro Bianchi (Florida International University) e pubblicato online su The Accounting Review, identificano 1.840 aziende collegate alla criminalità con sede nella regione Lombardia (11,9% del campione).
 


La Lombardia rappresenta il 25% del PIL italiano ed è recentemente diventata un obiettivo centrale delle attività economiche del crimine organizzato.
 
Gli autori identificano i consiglieri di amministrazione e gli azionisti indagati per reati riconducibili alle organizzazioni criminali (es. associazione di tipo mafioso, fatture false, usura e contrabbando) dal 2006 al 2013. Un'impresa con un amministratore sotto inchiesta è considerata collegata dal momento della nomina dell'amministratore.
 
Con questi dati, essi forniscono la prima prova su larga scala degli effetti dei collegamenti mafiosi sulla performance d'impresa e mostrano che, contrariamente a quanto si crede, tali collegamenti prosciugano le risorse aziendali. Come hanno notato gli autori in un'intervista, “se l'effetto involontario della letteratura sull'imprenditoria mafiosa è stato quello di creare una sorta di mistica intorno al concetto di imprenditori criminali, i nostri risultati vanno in direzione decisamente opposta”.
 
In particolare, essi osservano che mentre le imprese collegate possono registrare vendite più alte e godere di costi del lavoro più bassi, esse mostrano una redditività del capitale investito (ROA) più bassa del 15,6%. Gli autori attribuiscono questa redditività sorprendentemente più bassa al riciclaggio di denaro, per cui i fondi vengono spostati dentro e fuori le imprese ad alta circolazione di contante e tra le sedi aziendali in diverse giurisdizioni, per rendere più difficile la tracciabilità delle origini criminali dei fondi. Uno degli espedienti possibili è l’emissione di fatture false, che gonfiano i costi, abbassando così la redditività.
 
Gli autori notano anche che le imprese collegate hanno livelli di debito più alti dell'8,4%. Le imprese sospette fanno maggiore ricorso a prestiti bancari a tassi d'interesse molto più bassi nonostante siano meno redditizie, indicando la presenza di prestiti fittizi. E con il 5,9% di liquidità in meno, sono soggette a vincoli di liquidità a causa delle loro connessioni criminali, che consumano risorse. Essere collegate permette alle imprese di smaltire il proprio magazzino più velocemente attraverso la coercizione, la corruzione, e la conversione delle vendite in contanti. Quantitativamente questo implica un ciclo operativo più breve del 4,02% (cioè le imprese convertono le attività correnti in contanti e pagano le passività correnti più velocemente). Sorprendentemente, essere collegati aumenta la probabilità di default dell'azienda, cioè la probabilità di presentare una domanda di fallimento, insolvenza o liquidazione, del 25,5%.
 
Gli autori convalidano i loro risultati utilizzando un emendamento del 2011 al regolamento anti-riciclaggio italiano, che ha abbassato il limite per le transazioni in contanti e migliorato i controlli. Le limitazioni alle transazioni in contanti e alla possibilità di usare fatture false hanno reso le imprese collegate più simili alle loro controparti non collegate in termini di ricavi e di costi dei beni venduti, corroborando così i risultati sugli effetti negativi delle connessioni mafiose.
 
Questi risultati arrivano al momento giusto. Come sottolineano gli autori, “nei prossimi anni il bilancio a lungo termine dell'UE, insieme al programma Next Generation EU, costituiranno il più grande pacchetto di stimoli mai finanziato dall'UE per risollevare l'Europa post-COVID 19. Il piano attirerà - molto probabilmente - l'attenzione delle organizzazioni mafiose, che potrebbero cercare di appropriarsi indebitamente di parte di questi fondi attraverso le loro attività illegali”. Capire come le organizzazioni mafiose si infiltrano e danneggiano le attività legali diventa fondamentale per progettare e implementare politiche efficaci.
 
Pietro A. Bianchi, Antonio Marra, Donato Masciandaro, Nicola Pecchiari, “Organized Crime and Firms’ Financial Statements: Evidence from Criminal Investigation in Italy,” forthcoming and published online in advance in Accounting Review. DOI: https://doi.org/10.2308/TAR-2019-0079.
 

di Sahana Subramanyam
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