Paura del COVID: l'efficacia degli interventi non farmaceutici
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Paura del COVID: l'efficacia degli interventi non farmaceutici

COLOMBE LADREIT ANALIZZA GLI EFFETTI ECONOMICI DEI LOCKDOWN E DEL DISTANZIAMENTO

In un recente articolo Fear of COVID and non pharmaceutical interventions: An analysis of their economic impact among 29 advanced OECD countries (pubblicato da CEPR Press), Colombe Ladreit (PhD candidate, Dipartimento di Social and Political Sciences, Università Bocconi) e Laurence Boone (Chief Economist, Organisation for Economic Cooperation and Development OECD) stimano gli effetti dei lockdown e del voluntary social distancing sull'economia dei paesi avanzati dell’Ocse, utilizzando i dati di mobilità di Google come proxy dell'attività economica.
 
In media i lockdown spiegano la maggior parte della diminuzione della mobilità, sia durante la prima ondata (dal 15 febbraio 2020 al 30 giugno 2020) che durante la seconda ondata (dal 1° settembre 2020 al 15 gennaio 2021). Tuttavia, l'allontanamento sociale volontario ha guadagnato potere esplicativo durante la seconda ondata, poiché le restrizioni sono state meno severe e, potenzialmente, le persone sono diventate più consapevoli dei rischi.
 
Guardando al tipo di restrizioni governative, la chiusura dei luoghi di lavoro e i requisiti di permanenza a casa hanno avuto il maggior effetto sulla diminuzione della mobilità durante la prima ondata di Covid. Anche le restrizioni sui trasporti pubblici, la chiusura delle scuole e le restrizioni sui raduni hanno avuto un effetto importante ma, durante la seconda ondata, gli ordini di rimanere a casa non hanno più avuto un effetto significativo sulla mobilità. La chiusura dei posti di lavoro rimane la misura più efficace.
 
“Un'analisi più dettagliata dei paesi mostra che, durante la prima ondata, l'effetto delle restrizioni governative sulla mobilità è stato più forte in Francia, Spagna e Regno Unito che nella media dei paesi avanzati Ocse”, spiega Ladreit. Un caso specifico è l'Italia dove, sempre secondo Ladreit, il paese si distingue nella prima ondata come “l'unico in cui le restrizioni governative e la distanza sociale volontaria hanno giocato un ruolo ugualmente importante nella diminuzione della mobilità”.
 
Durante la seconda ondata, i paesi hanno optato per misure meno omogenee: Francia, Germania e Italia hanno implementato misure, ma la Francia ha risposto alla mortalità con un'elasticità inferiore a quella osservata nella prima ondata. La Germania, invece, ha adattato la sua mobilità alle restrizioni più che nella prima ondata e, in Italia, l'effetto delle morti giornaliere è meno importante durante la seconda ondata, forse perché il clima di ansia che era presente si è attenuato. Infine, la Spagna e il Regno Unito decidono soluzioni diverse in base a numerose e diverse restrizioni regionali e una misurazione complessiva diventa meno precisa.
 
Visita il sito del COVID Crisis Lab

 

di Camillo Papini
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