Sicuri che i Maneskin facciano bene ad aprire un concerto dei Rolling Stones?
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Sicuri che i Maneskin facciano bene ad aprire un concerto dei Rolling Stones?

UNO STUDIO DI FABRIZIO CASTELLUCCI OSSERVA CHE I GRUPPI CHE SUONANO PRIMA DEI GRANDI ARTISTI, ALLA LUNGA, CORRONO UN MAGGIORE RISCHIO DI SCIOGLIMENTO E GUADAGNANO MENO

I media italiani hanno riportato con grande enfasi che i Måneskin apriranno un concerto dei Rolling Stones, a Las Vegas, il 6 novembre. Repubblica l’ha definita “una notizia sensazionale che continua ad alzare l'asticella della popolarità e del successo di questi quattro ventenni romani”, il Corriere “un nuovo successo per i Måneskin, che spopolano sempre di più nel mondo”, Il Giornale ha notato che la notizia “è entrata subito nei trend topic di Twitter”.
 
Uno studio pubblicato lo scorso anno su Organization Science avverte, però, che aprire i concerti di artisti famosi è un’attività che le giovani band dovrebbero maneggiare con cura.
 
“Si tratta, quanto meno, di un’attività da non ripetere troppo spesso e da limitare possibilmente ai primi anni di vita di una band”, afferma Fabrizio Castellucci del Dipartimento di Management della Bocconi, uno dei coautori.
 
Lo studio conclude, infatti, che le nuove band che aprono spesso i concerti di gruppi più famosi finiscono per guadagnare meno e hanno maggiori probabilità di sciogliersi.
 
Castellucci, Alessandro Piazza (Rice University) e Damon Phillips (Columbia Business School) hanno analizzato lo sviluppo di carriera di 1.385 band formatesi tra il 2000 e il 2005 per vedere se abbiamo tratto benefici dalla partecipazione ai concerti di grandi artisti.
 
“In questo genere di affiliazione,” spiega Castellucci, “agiscono due forze di segno opposto: da un lato c’è un effetto segnaletico che dovrebbe spingere il pubblico ad associare, in termini di genere e di qualità, il nome degli artisti più famosi al nome di quelli emergenti. Dall’altro c’è un effetto attenzione, per cui quella del pubblico è probabilmente assorbita quasi totalmente dalla band più conosciuta, con la conseguenza di non riconoscere nessuna distintività alla band di apertura”.
 
Secondo le stime dei tre accademici, il secondo effetto, negativo, prevale sul primo specialmente quando la band emergente persevera nell’attività di supporto agli altri artisti a diversi anni dalla fondazione. Band formate da più tempo, in altre parole, hanno maggiori possibilità di essere danneggiate.
 
Le probabilità di scioglimento di una band aumentano del 6,3% per ogni artista famoso in più i cui concerti vengono aperti dal gruppo emergente. Se il numero di artisti supportati aumenta del 10%, gli incassi della nuova band diminuiscono del 7,7%.
 
“Nel caso dei Måneskin, però, le cose potrebbero andare in modo diverso”, afferma Castellucci. “Intanto, aprire i concerti altrui è un’attività dannosa quando viene ripetuta troppo a lungo, e non ci sono segni che questo debba accadere nel loro caso. Inoltre, il nostro studio non considera gli effetti di una campagna di marketing come quella dei Måneskin negli Stati Uniti. Oltre al concerto con i Rolling Stones c’è anche l’ospitata al Tonight Show. È chiaro che c’è una regia consapevole alle spalle”.
 
Alessandro Piazza, Damon J. Phillips, Fabrizio Castellucci, “High-Status Affiliations and the Success of Entrants: New Bands and the Market for Live Music Performances, 2000-2012.” Organization Science, 2020 31:5, 1272-1291. DOI: https://doi.org/10.1287/orsc.2019.1344.
 
Foto: Måneskin, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
 

di Fabio Todesco
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