Come migliorare il SSN con la pianificazione guidata dai dati
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Come migliorare il SSN con la pianificazione guidata dai dati

IL SISTEMA ITALIANO HA FORNITO BUONI RISULTATI DI SALUTE AD UN COSTO RAGIONEVOLE PER PIU' DI 40 ANNI. MA QUALCOSA DEVE CAMBIARE PER SUPERARE LA CRISI POSTPANDEMICA, SECONDO ROSANNA TARRICONE E WALTER RICCIARDI

Un buon uso dei dati disponibili - anche se sensibili - è la chiave per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), secondo un commento di Rosanna Tarricone (Bocconi) e Walter Ricciardi (Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere del Ministro della Salute), appena pubblicato su The Lancet.
 
I dati già raccolti da enti governativi, regioni, istituti di ricerca, reti cliniche e aziende sanitarie locali “potrebbero essere utilizzati per analizzare e stratificare i bisogni della popolazione e identificare aree e gruppi bisognosi di intervento”, scrivono Tarricone e Ricciardi nella più sentita delle loro sei raccomandazioni per un cambiamento sistemico, “a partire dai programmi di prevenzione primaria, un’area sottofinanziata della spesa del SSN che va ampliata”.
 
“Siamo seduti su un tesoro che, se elaborato con tecniche di big data e algoritmi di AI, potrebbe salvare milioni di vite e miliardi di euro, oltre a colmare gli squilibri regionali che affliggono il sistema italiano”, dice Tarricone. “Le autorità dovrebbero sentirsi in dovere di trovare soluzioni per superare le preoccupazioni sulla privacy che attualmente impediscono loro di utilizzare tali dati”.
 
Fin dalla sua nascita nel 1978, il SSN ha fornito buoni risultati di salute ad un costo ragionevole per il contribuente italiano. Con un’aspettativa di vita alla nascita pari a 83,6 anni nel 2019, l’Italia fa meglio di Francia (82,9), Germania (81,4), Regno Unito (81,4) e Stati Uniti (78,9) a un costo inferiore: 8,7% del PIL contro l’11,2% della Francia, l’11,7% della Germania, il 10,3% del Regno Unito e il 16,9% degli Stati Uniti.
 
Con la pandemia, però, il sistema sembra dirigersi “verso la tempesta perfetta”, scrivono Tarricone e Ricciardi. “La rapida innovazione tecnologica (per esempio, farmaci più nuovi e costosi), l’invecchiamento della popolazione con condizioni croniche multiple e la pressione per equilibrare i bilanci stanno mettendo a dura prova l’offerta, la qualità e la distribuzione regionale dei servizi sanitari, provocando ulteriori discordie tra le regioni e tra queste e il governo centrale”.
 
Tarricone e Ricciardi ripercorrono la storia del SSN e notano che la crisi postpandemica rischia di essere solo l’ultimo caso di una situazione ricorrente, in cui l’innovazione e l’iniziativa portano a una spirale di costi e difficoltà, solitamente seguita da austere misure di contenimento dei costi. Questa volta, però, Next Generation EU, il piano di ripresa dell’UE, è l’occasione per affrontare in modo permanente la vulnerabilità del SSN e rafforzare i suoi principi fondanti: universalismo, equità e solidarietà - a patto che vengano prese alcune misure riguardanti la pianificazione guidata dai dati, la prevenzione e la ricerca; la cura integrata e la tecnologia; e gli investimenti nel personale.
 
In particolare, la pianificazione data-driven potrebbe permettere di affrontare le differenze negli stili di vita e nei tassi di screening che attualmente portano a una differenza di 2 anni nell’aspettativa di vita tra la Calabria (la più svantaggiata) e la Provincia Autonoma di Bolzano, che si traducono in una differenza di 17 anni nell’aspettativa di vita in buona salute percepita. Sulla stessa nota, i programmi nazionali di screening del cancro del colon-retto e della mammella riportano una copertura del 45% e 59% al Sud, contro più del 95% al Nord e al Centro.
 
“La questione del giusto compromesso tra centralizzazione e decentralizzazione”, concludono gli autori, “non ha ancora avuto una risposta inequivocabile. Se in tempi di emergenza, la pianificazione, il coordinamento e il controllo da parte del governo centrale possono garantire l’uniformità del comportamento dei fornitori e l’accesso alle cure, in tempi non pandemici crediamo che un equilibrio possa essere trovato a patto che l’autonomia sia abbinata alla responsabilità nel raggiungimento di determinati obiettivi, e che il governo centrale estenda le competenze per sviluppare politiche sanitarie di carattere nazionale, fornendo così ai governi locali i mezzi strategici per formulare piani e programmi locali”.
 
Walter Ricciardi, Rosanna Tarricone, “The Evolution of the Italian National Health Service,” The Lancet, available online 22 October 2021, DOI: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)01733-5.

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di Fabio Todesco
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