Ecodesign alla prova dei fatti. Il Monitor for Circular Fashion testa la circolarita' del settore moda
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Ecodesign alla prova dei fatti. Il Monitor for Circular Fashion testa la circolarita' del settore moda

NEL REPORT 2022 DELL'OSSERVATORIO DI SDA BOCCONI SCHOOL OF MANAGEMENT E POWERED BY ENEL X L'ANALISI DEGLI INDICATORI DI SOSTENIBILITA' NEL SETTORE TESSILE E' APPLICATA A OTTO PROTOTIPI INNOVATIVI REALIZZATI DALLE AZIENDE PARTNER

Applicazione concreta dei principi di sostenibilità, standard comuni per la tracciabilità, implementazione dei progetti di eco-design. Sono le evidenze che emergono nella seconda edizione del Report annuale del Monitor for Circular Fashion e che indicano la roadmap del settore moda verso un futuro più aderente ai principi dell’economia circolare. Il Monitor, che è parte di SDA Bocconi Sustainability Lab e powered by Enel X, la global business line di Enel dedicata ai servizi innovativi, è un osservatorio nato nel 2020 con l’obiettivo di offrire una rappresentazione costantemente aggiornata della sostenibilità del sistema moda italiano identificando i principali indicatori qualitativi e quantitativi (KPI) della circolarità, valutando i modelli di business e le loro applicazioni.
 
Per l’edizione 2022 del Report il Monitor for Circular Fashion ha coinvolto la propria community multistakeholder nell’analisi di due fattori in particolare: i claim di sostenibilità e i principi chiave dell’eco-design e la loro implementazione nelle catene del valore.
Il Report traccia le caratteristiche ideali di un claim di sostenibilità implementate nei progetti pilota, partendo dalle linee guida di United Nations Economic Commission for Europe (UNECE):
 
             1. essere chiaro e comprensibile;
  2. contenere informazioni veritiere, senza fornire ai consumatori informazioni ingannevoli sugli aspetti di sostenibilità di un prodotto, di un processo o dell’azienda;
  3. essere rilevante per gli aspetti di sostenibilità del prodotto, del processo o dell'azienda;
  4. essere affidabile e supportato da prove documentali;
  5. essere divulgato efficacemente per consentire al pubblico di comprendere le prove che sostanziano le dichiarazioni.






 
La conferma dell’importanza di applicare questi principi per i claim di sostenibilità è stata confermata anche dai risultati della Circular Fashion Survey di PwC e SDA Bocconi School of Management che ha coinvolto i consumatori delle nuove generazioni sul tema: quanto le pratiche di greenwashing della moda influenzano la volontà di non acquistare un prodotto/servizio?
 
L'obiettivo finale di un approccio circolare è quello di mantenere in uso prodotti e materiali conservandone la qualità e riducendo al minimo possibile l'impatto ambientale per tutto il ciclo di vita. Per ottenere questo il Monitor, in coerenza con la proposta della Commissione Europea “Ecodesign for Sustainable Products Regulation”, ancora non specifica per il settore, ha individuato 10 principi chiave da applicare e implementare nel momento in cui si progetta un prodotto di moda circolare, radunandoli in tre macrocategorie: ciclo di vita (durabilità, riutilizzabilità, riparabilità, riciclabilità), salute e sicurezza (uso di sostanze chimiche, rilascio di microfibre) e input sostenibili (utilizzo di input rinnovabili, riciclabili o riciclati, uso efficiente delle risorse…)
 
La gestione della sostenibilità e della circolarità richiede un approccio olistico: concentrarsi solo sul fine vita sarebbe un errore che rafforza il sistema lineare”, commenta Francesca Romana Rinaldi, Direttore del Monitor for Circular Fashion SDA Bocconi School of Management. “L’implementazione di principi di eco-design lungo le catene del valore circolari della moda costituisce la vera opportunità che abbiamo per accelerare la transizione verde nei prossimi anni. In coerenza con il lavoro svolto nei primi due anni, il Monitor for Circular Fashion continuerà ad accogliere aziende che desiderano anticipare e guidare il cambiamento sostenibile e circolare nelle catene del valore del settore Tessile, Abbigliamento, Pelle e Calzature, partendo dalla tracciabilità e dalla trasparenza di filiera".
 
“Per il secondo anno presentiamo i risultati del Monitor for Circular Fashion che si è rivelato uno strumento quanto mai vincente per misurare in modo adeguato i livelli di maturità circolare delle più importanti realtà che operano nel campo della moda, un settore cruciale per il Paese” ha dichiarato Nicola Tagliafierro, Responsabile della sostenibilità di Enel X “ Le evidenze ci dicono che le aziende del fashion si stanno sempre più orientando verso scelte di business in linea con la transizione ecologica, ma c’è ancora tanto  da fare in termini di efficienza energetica ed autogenerazione da fonti rinnovabili, entrambi segmenti in cui Enel X rappresenta un riferimento di eccellenza ed innovazione per l’intero mercato. ”
 
 
Per la prima volta, questo framework di principi è stato testato e validato dal confronto con otto progetti pilota di prodotti circolari provenienti delle aziende della community del Monitor.
  • Think Leather (Holding Moda/Gab Group/Quid). Scarti della lavorazione del pellame si trasformano in piccoli oggetti di pelletteria (portapenne, custodie per pc/documenti…), realizzati con pochi componenti da un’impresasociale che promuove l'occupazione inclusiva e crea possibilità di empowerment per le persone vulnerabili.
  • Eco-designed Jeans (Kering/Candiani Denim). Esempio di collaborazione di filiera per dare vita a jeans in denim realizzati con cotone biologico certificato al 100%, concepiti secondo principi di eco-design (-84% di sostanze chimiche e -53% di acqua rispetto ai jeans convenzionali) e testati per una maggiore durata.
  • Trace Me (Vitale Barberis Canonico/Quid). Shopper realizzata con tessuto recuperato in fibre di lana tracciabili, prodotta in Italia attraverso fasi produttive totalmente tracciabili e assemblata da un'impresa sociale italiana.
  • Repairing T-shirt (Oscalito/Albini Group/Crule). T-shirt in filato di cotone biologico e toppe in tessuto riciclato con materiali di recupero, completamente tracciabile dal campo di cotone al negozio. Progettata grazie alla collaborazione con una giovane designer per durare a lungo si può riparare con una toppa di ricambio o chiedere al negozio il servizio di rammendo creativo.
  • What if bag (OVS/RadiciGroup/Quid). Realizzata con un unico tessuto, 100% in poliammide riciclato 6, certificato da GRS è completamente riciclabile in virtù della termoplasticità del materiale.
  • Component shoe (Candiani Denim/Vibram). Realizzata utilizzando solo cinque componenti, questa scarpa può essere assemblata a casa. La tomaia è in denim di cotone riciclato, la suola è realizzata con materiali naturali certificati FSC, e per unirle c’è un laccio realizzato in miscela di cotone e TENCEL™.
  • Anima (RadiciGroup/Save the Duck/Vibram). Zaino bimateriale composto da tessuto realizzato con filato di poliammide riciclato al 100% certificato GRS e conforme allo standard Oeko-tex 100 per la produzione responsabile, e gomma riciclata al 100% da stabilimenti conformi agli standard ISO.
  • M-Pocket (Manteco/RadiciGroup). Custodie riciclabili per tablet, prodotte con scarti di produzione di tessuto da lavorazioni industrializzate. Può essere in lana vergine riciclata e/o sottoprodotto da Manteco e poliammide vergine o riciclata da RadiciGroup, a seconda della produzione.
Temera ha fornito infine una voce digitale ai progetti pilota, condividendo le informazioni accessibili tramite la scansione dei codici QR.
 
Alla luce degli esiti del Report, il Monitor for Circular Fashion suggerisce alcune azioni prioritarie per le aziende che vogliono essere pioniere della transizione circolare nel settore moda:

• Implementare i principi di eco-design e loro misurazione tramite KPI
• Sviluppare uno standard comune di tracciabilità e trasparenza per claim di sostenibilità affidabili in funzione anti-greenwashing
• Fare scale-up della circolarità attraverso l'innovazione tecnologica per accelerare la transizione
• Fare scale-up dell’innovazione attraverso la collaborazione
 
Nei prossimi mesi e anni verranno esplorate nuove catene del valore per coprire passo dopo passo tutte le catene del valore del settore Tessile, Abbigliamento, Pelle e Calzature.
 
Le aziende possono essere invitate a partecipare al Monitor for Circular Fashion, se soddisfano i seguenti criteri:
  • sistema di rendicontazione della sostenibilità allineato ad uno standard nazionale o internazionale;
  • disponibilità di governance per la gestione della sostenibilità;
  • allineamento agli obiettivi dell'Agenda 2030 con misurazioni periodiche.
 
 
 
Le metodologie di ricerca
La ricerca compiuta dal Monitor for Circular Fashion ha integrato due diverse metodologie:
  • Il team di ricerca SDA Bocconi ha identificato oltre 40 KPI specifici per l'industria della moda e raccolto dati primari e secondari relativi alle aziende della community attraverso ricerche desk, indagini on-line e interviste semi-strutturate. Le risposte sono state analizzate con metodi qualitativi dallo SDA Bocconi Sustainability Lab per tracciare un quadro di indicatori basato su definizioni e unità di misura condivise. La KPI Committee ha convalidato e perfezionato l'elenco dei KPI, suggerendo alcune linee guida per la misurazione. I partner del Monitor hanno discusso questi indicatori di performance esprimendo il punto di vista dei brand e dei loro fornitori. Nel 2022 sono stati aggiunti i KPI di eco-design. I KPI sono stati testati attraverso otto progetti pilota e utilizzati per sostanziare i claim di sostenibilità scelti per ciascun progetto pilota, con l'attenta verifica operata a più riprese dal Monitor for Circular Fashion Legal Advisor, dal team di ricerca SDA Bocconi, la task force sui claim di sostenibilità e la KPI Committee. Le interviste semi-strutturate con i partner sono state realizzate dal team di ricerca SDA Bocconi per la selezione dei KPI e la scelta dei claim di sostenibilità. L'analisi sul campo è stata completata da un'indagine realizzata in collaborazione con PwC sui fattori che influenzano il percepito di greenwashing nella moda, un'indagine e interviste semi-strutturate sul ruolo svolto dalla collaborazione tra piccole imprese e grandi imprese nello scale-up delle innovazioni circolari e un'indagine sui principi di eco-design nel packaging realizzata in collaborazione con Bip. Desk analysis e interviste ai service providers (Dedagroup Stealth, Temera e PLM Impianti) del Monitor for Circular Fashion e ulteriori input hanno portato alla tabella che riassume le principali opportunità e sfide legate all'introduzione del Digital Product Passport (DPP).
 
  • Il “Circular Economy Report” è una soluzione di Enel X basata su una metodologia accreditata da Accredia in grado di individuare il livello di maturità circolare di un’organizzazione e di proporre una roadmap di soluzioni innovative e sostenibili in grado di supportare l’azienda in un percorso di decarbonizzazione e sostenibilità. La metodologia, basata su oltre 70 KPI, si articola su due livelli di analisi: Corporate ed Energy Site. L'analisi Corporate mira a valutare l'approccio strategico di un'azienda all'economia circolare e come i principi fondamentali siano calati nei processi organizzativi e nel business quotidiano. L'analisi fornisce inoltre una panoramica degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite che vengono impattati da progetti, iniziative o obiettivi portati avanti nell’ambito delle attività di business. L'Energy Site analysis rappresenta invece un approfondimento tecnico della prestazione energetica di uno specifico sito (es. sede amministrativa, sito produttivo, magazzino, punto vendita, ecc.). Le aree di questo livello di analisi valutano le fonti di energia e i sistemi di consumo energetico, l'efficienza energetica e le soluzioni di gestione dell'energia in atto, nonché i servizi e le soluzioni che consentono un'energia e un'economia più circolari. Al fine di misurare i KPI alla base dell'analisi Corporate ed Energy Site, vengono sottoposte alle aziende due indagini con quesiti qualitativi e quantitativi volti sia a raccogliere informazioni per l’indagine sia a definire e bilanciare i pesi dei KPI.


di Emanuele Elli
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