Contatti
Ricerca Economia

Il popolo eletto che ha investito su di se'

, di Claudio Todesco
Maristella Botticini spiega perche' la scelta, effettuata venti secoli fa dagli ebrei, di investire nel proprio capitale umano, continua a dare frutti ancora oggi

La trasformazione della struttura economica e demografica del popolo ebraico è stata spiegata da fattori esogeni, come le persecuzioni subite o le restrizioni allo svolgimento di determinate attività. E se invece questa trasformazione fosse stata messa in moto da un fattore endogeno come il capitale umano? È la tesi di I pochi eletti. Il ruolo dell'istruzione nella storia degli ebrei, 70-1492, libro di Maristella Botticini, docente di Economia e direttore del centro di ricerca Igier della Bocconi, e Zvi Eckstein, professore di Economia presso l'Idc e l'Università di Tel Aviv. Frutto di una ricerca durata dodici anni, il libro è stato pubblicato in otto lingue e nel 2012 ha ricevuto il National Jewish Book Award negli Stati Uniti.

"Siamo partiti dalla domanda: perché la popolazione ebraica è numericamente piccola, ma incredibilmente distinta dal punto di vista professionale?". Per rispondere, Botticini ed Eckstein sono risaliti fino alla distruzione del secondo tempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70 aC, un evento traumatico che provoca un mutamento radicale nella religione ebraica, non più incentrata su sacrifici rituali, ma sull'obbligo della lettura e dello studio della Torah. "In un mondo in gran parte rurale", spiega Botticini, "un intero popolo, bambini compresi, è obbligato a istruirsi. È un investimento costoso che non porta alcun beneficio economico immediato, ma crea un piccolo popolo istruito in un mondo quasi interamente analfabeta".

Otto secoli dopo, l'impero musulmano apre nuove vie di commercio e accelera il processo di urbanizzazione. "A quel punto gli ebrei si trovano ad avere un vantaggio comparato nelle professioni urbane specializzate come l'artigianato, il commercio, e la finanza". Botticini sta ora lavorando con Eckstein al secondo volume del libro che coprirà il periodo che va dal 1500 ai giorni nostri. "Si assiste a un'esplosione demografica. I pochi eletti diventano dal 1500 in poi I tanti eletti. Il maggiore livello di istruzione assicura al popolo ebraico tassi di mortalità infantile più bassi rispetto al resto della popolazione. E quando emigrano negli Stati Uniti, benché inizialmente poveri, gli ebrei sono altamente istruiti e riescono perciò a entrare rapidamente nei settori economicamente più dinamici". Dopo venti secoli, la scelta lungimirante di investire in istruzione e capitale umano continua a rappresentare la leva del successo economico ed intellettuale degli ebrei.

Leggi le altre storie sul tema del capitale umano di dieci studiosi della Bocconi

Siamo chi assumiamo
Gig economy: quali diritti per il lavoratore
Non solo ceo, l'importanza dei manager
Investire tempo nei figli paga
Vittoria incerta, candidati migliori
La rilevanza degli incentivi
Le conseguenze famigliari dell'incertezza
Autonomia decisionale: basta trovare l'equilibrio
La geografia del capitale umano
Non tutti i consiglieri valgono uno