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L'uguaglianza di genere nelle nostre mani: i cellulari emancipano le donne

, di Fabio Todesco
L'accesso ai cellulari e' associato a una minore disuguaglianza di genere, a un maggiore uso di contraccettivi e a una minore mortalita' materna e infantile, secondo uno studio finanziato dall'ERC e pubblicato su PNAS, che copre 209 paesi. La relazione e' piu' forte nei paesi in via di sviluppo

Dare cellulari alle donne potrebbe essere la modalità meno costosa per sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) nei paesi meno sviluppati. Lo sostiene l'ultimo studio del progetto DISCONT (Discontinuity in Household and Family Formation), finanziato dall'European Research Council e coordinato da Francesco Billari, ordinario di Demografia all'Università Bocconi.

Una macro analisi che copre 209 Paesi tra il 1993 e il 2017 mostra che l'accesso ai telefoni cellulari è positivamente associato a molteplici indicatori di sviluppo sociale, come

minori disuguaglianze di genere,
maggiore uso di contraccettivi,
minore mortalità materna e infantile.


Il legame tra l'accesso ai cellulari e l'emancipazione femminile è più forte nei paesi meno sviluppati.

"I nostri risultati", afferma Billari, "suggeriscono che l'utilizzo della tecnologia mobile potrebbe integrare gli altri processi di sviluppo, come l'istruzione e la crescita economica, piuttosto che sostituirli".

Nel tentativo di comprendere meglio i canali che permettono ai cellulari di emancipare le donne, gli autori conducono un'analisi individuale su 100.000 donne di 7 paesi dell'Africa subsahariana (Angola, Burundi, Etiopia, Malawi, Tanzania, Uganda e Zimbabwe) tra il 2015 e il 2017. In quest'area, la transizione demografica va avanti piano, con un lento declino della fertilità e una mortalità infantile e materna ancora elevata, mentre i telefoni cellulari si stanno rapidamente diffondendo.

I risultati indicano che, a parità di altre condizioni, le donne che possiedono un telefono cellulare hanno l'1% di probabilità in più di essere coinvolte nei processi decisionali sulla contraccezione, il 2% in più di utilizzare metodi contraccettivi moderni e il 3% in più di sapere dove fare un test per l'HIV. Questi effetti sono di per sé considerevoli, perché paragonabili, se non maggiori, agli effetti del vivere in un'area urbana rispetto a un'area rurale. Si stimano effetti simili sul potere decisionale complessivo all'interno della famiglia. Conoscenza e potere decisionale sono i probabili meccanismi che portano ai risultati registrati nell'analisi macro. L'analisi individuale conferma inoltre che gli effetti sono più forti nelle aree più povere e isolate.

I telefoni cellulari possono quindi svolgere un ruolo cruciale nel garantire una vita salutare e promuovere il benessere individuale a tutte le età (SDG 3- "buona salute e benessere"), raggiungere l'uguaglianza di genere attraverso l'emancipazione femminile (SDG 5- "uguaglianza di genere"), ridurre la povertà in tutte le sue forme (SDG 1- "nessuna povertà") e raggiungere obiettivi demografici. Tuttavia, nonostante la proliferazione delle reti mobili, persiste nei paesi in via di sviluppo un divario digitale per genere e per condizione socioeconomica. Le donne hanno meno probabilità di possedere telefoni cellulari, se li hanno li usano menoe hanno meno competenze digitali rispetto agli uomini. Si creano così divari digitali di secondo livello (legati alle competenze) rispetto a quelli di primo livello (legati all'accesso).

"Investire in un accesso più equo ed economico, consentire la proprietà personale e concentrarsi sullo sviluppo delle competenze digitali, soprattutto tra le donne, può quindi creare un percorso ancora più promettente, che faccia leva sui telefoni cellulari per raggiungere uno sviluppo sostenibile", conclude la prima autrice Valentina Rotondi (Università di Oxford e Centro Dondena della Bocconi).

Valentina Rotondi, Ridhi Kashyap, Luca Maria Pesando, Simone Spinelli, Francesco Billari, "Leveraging Mobile Phones to Attain Sustainable Development", in Proceedings of the National Academy of Sciences, June 1, 2020, DOI: 10.1073/pnas.1909326117.