Le imprese possono fare poco per sconfiggere la protesta locale. Al piu', cambia obiettivo
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Le imprese possono fare poco per sconfiggere la protesta locale. Al piu', cambia obiettivo

UNA NUOVA RICERCA DI FABRIZIO PERRETTI E ALESSANDRO PIAZZA SULLA RIVISTA STRATEGIC MANAGEMENT JOURNAL RILEVA CHE QUANDO GLI ATTIVISTI LOCALI RAGGIUNGONO I LORO OBIETTIVI, SI GALVANIZZANO; QUANDO FALLISCONO, LA MOBILITAZIONE NON SVANISCE, MA SI FOCALIZZA SU ALTRI SETTORI

Si ritiene comunemente che l'attivismo locale contro l'insediamento di impianti industriali segua un ciclo, che raggiunge la sua massima intensità poco tempo dopo la mobilitazione. Se un'impresa resiste, l'attivismo è destinato a svanire. Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Strategic Management Journal ci suggerisce che non è così.
 
Fabrizio Perretti (Dipartimento di Management e Tecnologia della Bocconi) e Alessandro Piazza (Jesse H. Jones School of Business) analizzano il movimento antinucleare americano tra il 1960 e il 1995 e scoprono che le decisioni strategiche prese da un'azienda influenzano sia l'evoluzione dell'attivismo nella propria industria che l'emergere della mobilitazione in altri settori.
 
Come previsto, quando gli attivisti riescono a prevenire la costruzione di una centrale nucleare, si assiste ad un'impennata di proteste simili nelle comunità vicine. Una tale vittoria dimostra che l'attivismo è una valida opportunità di cambiamento sociale e gli attivisti rimangono mobilitati per spingere ulteriormente verso obiettivi più ambiziosi. Questa dinamica è esemplificata dal primo episodio di protesta contro una centrale nucleare a Bodega Bay, in California. Nel 1964 i piani per la centrale furono cancellati e, in parte a causa di questo successo, si sviluppò un movimento che si opponeva all'energia nucleare su scala nazionale.
 
Un prolungato ciclo di protesta a partire dal 1976 non riuscì, invece, a impedire la costruzione di una centrale nucleare a Seabrook, nel New Hampshire, che fu conclusa nel 1986. Nonostante il fallimento nel raggiungere l’obiettivo, tuttavia, le proteste di Seabrook hanno collegato e ispirato individui in tutto il paese, stabilendo un modello dominante di organizzazione su larga scala di azione diretta su diversi temi, tra cui quello dell'AIDS con il gruppo ACT UP.
 
«Le decisioni delle imprese possono essere considerate eventi critici in un conflitto prolungato Non solo determinano i risultati della mobilitazione locale, ma possono anche avere effetti che superano il confine dell’industria di riferimento», dice Perretti. «Inoltre, l'idea che la mobilitazione sia più efficace all'inizio si dimostra sbagliata: tutti i conflitti sui nuovi impianti durano anni, se non decenni, e l'efficacia dell'attivismo non tende a diminuire nel tempo».
 
Alessandro Piazza, Fabrizio Perretti, Firm Behavior and the Evolution of Activism: Strategic Decisions and the Emergence of Protest in U.S. Communities, in Strategic Management Journal doi: 10.1002/smj.3116.

di Fabio Todesco Bocconi Knowledge newsletter

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