Perche', in una pandemia, abbiamo bisogno della teoria delle decisioni

Perche', in una pandemia, abbiamo bisogno della teoria delle decisioni

MASSIMO MARINACCI, AXA BOCCONI CHAIR IN RISK, E VALENTINA BOSETTI STUDIANO COME LA MODERNA TEORIA DELLE DECISIONI POSSA AIUTARE I POLITICI IN MOMENTI CRITICI COME LA CRISI DA COVID19, IN UN PAPER CHE VEDE TRA I COAUTORI IL PREMIO NOBEL LARS PETER HANSEN

Durante una pandemia, le decisioni vengono prese in tempi stretti e in mezzo all'incertezza, con potenziali disaccordi tra esperti e tra modelli. Nel caso del COVID-19, soprattutto durante la prima ondata, c'è stata incertezza sulla trasmissibilità del virus, sulla gravità della malattia, sulla futura evoluzione della pandemia e sull'efficacia delle misure di contenimento proposte, come l'uso delle mascherine o la chiusura delle scuole. Insieme a un gruppo di epidemiologi ed economisti, tra cui il Premio Nobel Lars Peter Hansen, i professori della Bocconi Massimo Marinacci, AXA-Bocconi Chair in Risk, e Valentina Bosetti hanno studiato come la moderna teoria delle decisioni possa aiutare i politici ad affrontare l'incertezza che caratterizza questa e possibili future pandemie.
 
Più in dettaglio, lo studio analizza il problema di un decisore di fronte a un’emergenza come il COVID-19, una situazione caratterizzata da tre livelli di incertezza: incertezza sui modelli, tra i modelli e dei modelli.
 
L'incertezza sui modelli si riferisce al fatto che i modelli sono, per definizione, semplificazioni di fenomeni più complessi, e quindi sono necessariamente mal specificati, almeno in una certa misura. Per esempio, potrebbero non includere alcune variabili che sono invece importanti.
 
L'incertezza tra i modelli comprende sia la proliferazione di modelli diversi, sia il fatto che i parametri di ogni singolo modello sono sconosciuti. Nel contesto del COVID-19, questi parametri includono l'ormai famoso indice Rt e il periodo di latenza della malattia.
 
Infine, l'incertezza dei modelli si riferisce al fatto che - a parte i modelli deterministici, che tuttavia sono spesso troppo semplicistici - anche un modello completamente specificato ha esiti incerti. Ad esempio, quando lanciamo una moneta o un dado, abbiamo piena conoscenza del modello di probabilità, ma non possiamo anticiparne l'esito, perché quest'ultimo è casuale.
 
Di fronte a questa complessità, regole formali di decisione possono essere di grande aiuto. Un problema di decisione formale consiste in un insieme di azioni, un insieme di conseguenze e un insieme di stati (circostanze), più una funzione che associa una conseguenza ad ogni coppia stato-azione. Nel caso del COVID-19, le azioni considerate possono essere le diverse durate della chiusura delle scuole, mentre le conseguenze includono sia i benefici di questo tipo di azione (ad esempio, la riduzione delle infezioni, dei ricoveri e dei decessi) sia i suoi costi (istruzione peggiore per gli studenti, problemi per i genitori che lavorano, ecc) e dipendono anche dalla situazione pandemica ed economica. Una regola formale di decisione è quindi una funzione che associa l'azione “migliore” ai dati osservati.
 
“Esistono diverse regole decisionali e scegliere quella migliore per una particolare situazione rimane un problema non banale”, dice Valentina Bosetti, “tuttavia questo approccio può aiutare a scartare alcune cattive soluzioni”.
 
“I decisori possono esaminare le proprie decisioni chiedendosi se possano essere giustificate con una regola formale”, spiega Massimo Marinacci. “Usate in questo modo, le regole decisionali formali possono aiutare i decisori a chiarire il problema, testare le loro intuizioni ed evitare alcuni errori di ragionamento documentati negli studi psicologici, tra cui le distorsioni indotte dalla ricerca di conferme e dall'ottimismo”.
 
“In termini pratici, per garantire che le scelte politiche siano in linea con le regole formali di decisione, si potrebbe includere un analista delle decisioni nel gruppo dei consulenti. Ciò aiuterebbe i politici non solo a tenere conto di tutte le fonti di incertezza nel prendere decisioni, ma anche a comunicare questa incertezza in modo trasparente, sia ai cittadini, sia a potenziali commissioni d’inchiesta. Mostrare il grado di incertezza che circonda i dati scientifici utilizzati nelle scelte politiche è utile a mantenere la fiducia del pubblico ed evitare che singoli sedicenti esperti influenzino eccessivamente sia i cittadini che i politici”.
 
Loïc Berger, Itzhak Gilboa, Nicolas Berger, Valentina Bosetti, Lars Peter Hansen, Massimo Marinacci, Christopher Jarvis and Richard D. Smith. “Rational Policymaking During a Pandemic.” PNAS January 26, 2021 118 (4) e2012704118. DOI: 10.1073/pnas.2012704118.

di Sirio Legramanti
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