I rifiuti elettronici assicureranno 15.000 posti di lavoro nei prossimi 10 anni
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I rifiuti elettronici assicureranno 15.000 posti di lavoro nei prossimi 10 anni

ALLA VIGILIA DI IMPORTANTI CAMBIAMENTI NELLA RACCOLTA DEI RAEE, UNO STUDIO DELLO IEFE BOCCONI PER REMEDIA NE STIMA GLI IMPATTI ECONOMICI DA QUI AL 2030

Nei prossimi due anni la raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (i Raee) sarà al centro di cambiamenti dirompenti, che allargheranno il parco di apparecchiature da raccogliere e innalzeranno il target percentuale di raccolta. Secondo le stime di un rapporto dello Iefe Bocconi per Remedia presentato oggi in Università, ciò potrebbe significare il passaggio dall’attuale raccolta di 358.000 tonnellate l’anno a 2 milioni di tonnellate nel 2030.
 
Se i target saranno raggiunti, l’innalzamento delle quantità raccolte potrebbe tradursi in:
 
  • Un impatto occupazionale di 15.000 posti di lavoro.
  • Un risparmio sull’acquisto di materie prime pari a 390 milioni di euro (contro i 120 milioni attuali).
  • Un risparmio di emissioni di gas climalternati pari a 2,5 milioni di tonnellate equivalenti di CO2, per un valore economico quantificabile in 100 milioni di euro l’anno.
 
Nel 2016 sono state prelevate e avviate agli impianti di trattamento circa 282.000 tonnellate di Raee domestici e 76.000 tonnellate di Raee professionali, pari al 40% dell’immesso sul mercato (contro un target europeo che, fino all’anno prossimo, è del 45%). I Raee domestici sono gestiti da sistemi collettivi di produttori, proporzionalmente alla quota di mercato dei produttori aderenti, mentre quelli professionali possono essere gestiti anche da sistemi individuali dei produttori.
 
Dal 15 agosto 2018 saranno considerati Raee non più i soli prodotti elettrici ed elettronici compresi nella normativa, ma tutti quelli che non ne sono esplicitamente esclusi e i volumi che rientrano nell’ambito della legge si moltiplicheranno, perciò, almeno per 2,5, a partire dalle attuali 875.000 tonnellate. Dal 2019, inoltre, il target comunitario passerà dal 45% al 65% dell’immesso sul mercato.
 
“Il passaggio al nuovo sistema”, afferma Edoardo Croci dello Iefe Bocconi, che ha coordinato la ricerca, “comporterà maggiori costi di gestione, ma allo stesso tempo una più larga base di produttori tra cui suddividere tali oneri. Sarà allora importante espandere le attività di monitoraggio e di enforcement per il controllo delle iscrizioni al Registro nazionale, migliorare e allargare i confini del tracciamento dei flussi per una efficace valutazione delle responsabilità e definire chiaramente i Raee esclusi dal sistema aperto”.

di Fabio Todesco

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