Le moderne societa' per azioni? Non sono nate a Roma
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Le moderne societa' per azioni? Non sono nate a Roma

LO SOSTIENE MANUELA GERANIO IN UN PAPER SCRITTO CON IL COLLEGA GEOFFREY POITRAS

Lo studio della storia esige la consultazione di fonti primarie e non ammette interpretazioni maliziose che non tengono conto del contesto in cui hanno luogo gli eventi.
Si potrebbe altrimenti arrivare ad affermazioni controverse come quella secondo cui il seme dei moderni mercati azionari sarebbe stato gettato nella tarda repubblica romana, attorno al 50 a.C.
Si tratta di una lettura basata sull’esistenza di negoziazioni di azioni delle societates publicanorum, istituzioni che si occupavano dello svolgimento di servizi di pubblica utilità, dalla costruzione delle strade all’incasso delle tasse.
È un’interpretazione che Geoffrey Poitras (Simon Fraser University) e Manuela Geranio (Dipartimento di finanza, Bocconi) hanno contestato in Trading of Shares in the Societates Publicanorum?, pubblicato in Explorations in Economic History.
 
«Le imprese di riscossione delle tasse non sono paragonabili alle moderne società per azioni», spiega Geranio. «Gli equites, i cavalieri che potevano aspirare a diventarne soci, rappresentavano una minoranza della popolazione ed erano responsabili illimitatamente. Le societates non erano dotate di personalità giuridica. Affinché una persona potesse entrare a farne parte vi doveva essere il consenso di tutti i membri e in ogni caso l’affidamento dell’incarico a sub-soci non si configurava come una vendita di titoli azionari».
Il mercato azionario moderno prevede che il titolo rappresenti rischi e rendimenti, che sia liberamente cedibile, che vi sia un obiettivo di natura speculativa: nessuno di questi presupposti era presente in epoca romana.
Prima di arrivare alla transazione dei titoli azionari nel Seicento, con la Compagnia delle Indie Orientali, bisognerà passare per la costituzione dei mercati dei beni, delle valute, dei titoli di stato.
«Prima di giungere a conclusioni suggestive, ma affrettate, è bene svolgere analisi attente di carattere storico, legale e istituzionale».

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di Claudio Todesco
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