Autonomia decisionale: basta trovare l'equilibrio
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Autonomia decisionale: basta trovare l'equilibrio

GAMBARDELLA, PANICO E VALENTINI HANNO CONDOTTO UNA RICERCA ORIGINALE SULL'UTILIZZO DI QUESTA IMPORTANTE RISORSA COMPLEMENTARE PER MOTIVARE CHI SVOLGE ATTIVITA' KNOWLEDGE INTENSIVE

L’output di attività ad alto contenuto di conoscenza è intangibile e perciò difficilmente misurabile, specialmente nelle grandi imprese, dove è maggiore la distanza organizzativa fra manager e ricercatori. Laddove il capitale umano è un fattore strategico per il conseguimento dei risultati d’impresa, si pone il problema della motivazione di chi fornisce conoscenza qualificata, i cosiddetti knowledge workers. Nel paper Stategic Incentives to Human Capital, Alfonso Gambardella, Claudio Panico e Giovanni Valentini propongono un modello per fornire una soluzione a questa sfida manageriale.
 
“In letteratura”, spiega Panico, “il conferimento di autonomia è uno degli incentivi che l’azienda può giocare al fianco di altri come salario, bonus, progressi di carriera. L’autonomia è un fattore motivazionale molto forte nelle attività knowledge-intensive, ma allo stesso tempo vi è il rischio che il lavoratore si disallinei dall’attività primaria dell’impresa”. Il fattore determinante nella ricerca di un punto di equilibrio nell’allocazione di diritti decisionali è costituito dagli asset dell’impresa. Più asset complementari utili al lavoratore vengono forniti dal core business, meno bisogno c’è di dare autonomia. Quando invece i benefici privati diminuiscono, l’autonomia decisionale costituisce un buon incentivo.
 
“Rispetto ad altri lavori, utilizziamo un’ottica project specific: contano il livello di autonomia allocato in un determinato progetto e gli asset complementari utilizzati nel progetto. Inoltre, il paper inverte il meccanismo causale noto in letteratura secondo il quale più autonomia si dà a un individuo e più farà qualcosa di esplorativo allontanandosi dal core business. Noi affermiamo l’opposto: dato che l’impresa vuole svolgere attività lontane dal core business, questo influenza la concessione di diritti decisionali”. Panico anticipa nuovi sviluppi legati allo studio. Il medesimo gruppo di lavoro sta utilizzando un database molto dettagliato sugli inventori per verificare le implicazioni formali del modello e le conseguenze del conferimento di autonomia decisionale.

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di Claudio Todesco Bocconi Knowledge newsletter

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